Un viaggio alla scoperta dei sapori thailandesi.

Asia. Templi, profumo di incenso, umidità penetrante, street food, Buddha, mercati.

Quanto sognavo (e ancora sogno) questo continente. I biglietti d’aereo comprati una vita in anticipo per una pippa di tabacco, i mesi prima della partenza con l’adrenalina a mille a pianificare il tour, il viaggio eterno con mille scali, e poi eccola. La Thailandia. Quella che definiscono l’Asia più semplice, l’Asia for beginners.

È il 31 dicembre e Bangkok è la nostra prima meta. Umidità, smog, caldo, anzi caldissimo. La città è ordinata e discretamente pulita. Cibo in ogni angolo della strada, templi, mercati, bancarelle, tuk-tuk e un vero e proprio culto del turista, che è immancabilmente ovunque. Dalle famiglie, alle coppie, ai single, ai pensionati. I turisti in Thailandia sono ovunque e di ogni genere.

A poche ore dal nostro atterraggio e senza una vera meta, veniamo catapultati così, a caso, in una delle entrate di Khao San Road, una delle vie più turistiche e vive della capitale thailandese. I banchetti di cibo si susseguono l’un l’altro senza sosta. La gente mangia in piedi, seduta, camminando. Il cibo non serve cercarlo, viene da te. Tutto rigorosamente preparato sul momento, alla buona. Tutto economico, tutto abbondante. La frutta esubera sulle bancarelle, colorata e profumata. In assoluto la più bella e strana che io abbia mai visto. Mango shake ovunque, per poco più di un euro. Dissetanti succhi di arancia e melagrana trasportati su rudimentali carretti in legno, spezzano la sete a qualsiasi ora del giorno e della notte. Banane sempre e comunque: fritte, alla griglia, ricoperte di miele, al naturale. Smoothies per tutti i palati e poi ancora carne, interiora, scarafaggi, insetti, scorpioni, noci, noccioline, sacchetti di frutta già tagliata da sgranocchiare mentre si passeggia, pannocchie, spiedini di ogni genere, zuppe e riso.

E poi lui, il durian, anche conosciuto come stinky fruit, ovvero frutto puzzolente. Piuttosto caro nel periodo in cui eravamo lì noi poiché fuori stagione, è considerato in molti paesi il Re dei Frutti, proprio per la moltitudine di proprietà benefiche che lo contraddistinguono. Bandito da tutti i luoghi pubblici, emana un odore davvero pungente. Personalmente però, credo di non averlo trovato al punto giusto di maturazione e, ahimè, non mi è piaciuto. Ma questo non è altro che un buon pretesto per ritornare a visitare il sud-est asiatico 😉 Comunque, per coloro che non credono che un frutto possa puzzare tanto, vi dico solo che abbiamo rischiato di prendere una multa di ben 150euro per averlo aperto nella nostra camera d’hotel.

Contrariamente, quella che viene definita invece la Regina dei Frutti è stata per me una vera scoperta. Credo forse il frutto più particolare che io abbia mai mangiato. Il mangosteen. La sua polpa, al contrario della legnosa corazza esterna, è morbida e dolcissima. Ricorda una fragola, una pesca, vaniglia. Si scioglie in bocca in tutta la sua particolarità e il suo sapore è semplicemente indescrivibile.

Insomma, appena arrivata a Bangkok, ho avuto la sensazione di essere arrivata nel paradiso della frutta.

E dopo templi, musei, viaggi in tuk tuk, affollatissimi mercati di varia natura che si districavano per chilometri nelle retrovie della città, la nostra seconda tappa è stata Koh Phangan. Abbiamo raggiunto l’isola da Bangkok in autobus e traghetto, collezionando quasi 24 ore di viaggio e purtroppo, siamo stati accolti da una violenta tempesta tropicale che non ci ha poi dato tregua per più di una settimana. Ci siamo però goduti l’abbondanza di cibi deliziosi che quest’isola ci ha regalato. Se come noi infatti, non consumate cibi di origine animali, fidatevi di me: questo è il paradiso. L’isola è piccola ma mondialmente conosciuta non solo per ospitare il Full Moon Party (grande festa in spiaggia in concomitanza con le notti di luna piena), ma anche per rifugiare amanti della meditazione, dello yoga e della cucina vegetariana e vegana provenienti da tutto il globo.

I negozietti di frutta si susseguono l’un l’altro su tutta l’isola, come le caffetterie più chic che offrono smoothies e shake di frutta da sorseggiare fronte mare. La sera vi consiglio di provare almeno una volta le bancarelle di street food di Thongsala, quello che credo potremmo definire il centro dell’isola. Oltre ai classici cibi tipici locali a base di carne o pesce, troverete sushi vegetali preparati sul momento, involtini di riso, l’inmancabile paad thai (riso spadellato con verdure e spezie), banane e pannocchie alla griglia, verdure di ogni genere e gusto, cockatails alcolici e analcolici, frullati di frutta e chi più ne ha più ne metta. Vi troverete spaesati dall’abbondanza e scelta di cibo che troverete, soprattutto per chi come me sa quanto talvolta possa essere complicato richiedere delle opzioni vegetali. Ad ogni modo, poco fuori dal marasma delle bancarelle sono sistemati alcuni tavoli a cui potrete sedere per gustare la vostra cena.

Per serate più romantiche o eleganti, potrete recarvi in uno dei tanti ristorantini dell’isola. Anche in questo caso la scelta fra ristoranti vegetariani e vegani è tutt’altro che ristretta. VI offriranno zuppe crudiste, riso cucinato in ogni modo, polpette di verdure, insalate thai a base di mango, papaya e cipolla, stuzzicanti salsine e ottimi succhi di frutta frullati a freddo, talvolta arricchiti da latte di cocco.

I prezzi, probabilmente leggermente al di sopra della media di Bangkok, restano comunque molto bassi per quelli che sono gli standard a cui siamo abituati. La cordialità della gente, l’atmosfera rilassata e calma, i paesaggi mozzafiato e la vista del mare invece, sono valori aggiunti compresi nel prezzo 😉

Prima traghetto e poi autobus nel mezzo di allagamenti e della tremenda tempesta tropicale che ha afflitto il sud della Thailandia durante la nostra permanenza li, sono stati i nostri mezzi per raggiungere la successiva destinazione. Krabi. Decisamente meno autentica e più affollata di turisti, non è stata in grado di regalarmi le sensazioni che mi hanno invece donato sia Bangkok che Koh Phangan (pioggia a parte). Ovviamente la frutta non mancava neppure qui, ma la presenza di un turismo tanto pronunciata, ha reso la zona più convenzionale adattandola a quelle che sono le esigenze di (ahimè) una grande fetta di turisti. Pizzerie, ristoranti italiani, giapponesi e Mc Donalds si susseguivano imponenti e pullulanti di ospiti lungo tutta la costa di Krabi. La nostra scelta è logicamente ricaduta su soluzione diverse, prediligendo piccoli locali poco affollati specializzati in cucina locale. A Krabi abbiamo mangiato più vole dell’ottimo Mango Sticky Rice (riso cotto nel latte di cocco e servito con striscioline di mango) e paad thai servito nell’ananas. Abbiamo provato anche diversi tipi di noodles (di riso) con verdure. Tutto ottimo come sempre. Mi sembra però doveroso farvi una piccola raccomandazione: occhio alle spezie! La percezione dei thailandesi di poco speziato è un po’ diversa dalla nostra! 😉

A Krabi abbiamo anche fatto spesa in vere e proprie catene di supermercati. Curiosa è stata sicuramente l’enorme varietà di alghe a qualsiasi gusto presenti sugli scaffali del negozio.

Per il resto posso dirvi che la cucina thailandese mi ha affascinata. I sapori tendono al dolce, il latte di cocco domina in moltissime preparazioni e poi, la frutta deliziosa varia ed abbondante, le spezie, le bacchette, e lo street food. Street food che non è solo cibo da strada ma è un vero e proprio rito. Street food è conoscere la vera Thailandia, street food è non lasciarsi intimidire da sapori nuovi e lasciare da parte pregiudizi e preconcetti. Street food è socializzare su una panchina da condividere con altri commensali, è scegliere il cibo direttamente con gli occhi e non dal menù. Street food è approcciarsi alla vita del posto, è contrattazione, è scoperta. Street food è anche un po’ avventura, un lancio nel vuoto.

Se avete intenzione di visitare la Thailandia quindi, non siate spaventati. Mettete da parte la vostra ossessione per l’igiene e provate questa emozione del cibo di strada. Sono sicura che ne resterete estasiati!

Buon viaggio e buona scoperta a voi che state per partire, ovunque voi stiate andando, e a voi che da casa state viaggiando con la fantasia 🙂

 

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